Le ere geologiche del Proterozoico
Aspetto della Terra all'inizio del Proterozoico
Il Proterozoico comincia 2,5 miliardi di anni fa, si divide in 3 ere geologiche e termina 538,8 milioni di anni fa secondo lo schema:
Paleoproterozoico da 2,5,6 a 1,6 Miliardi di anni fa
Mesoproterozoico da 1,6 a 1,1 Miliardi di anni fa
Neoproterozoico da 1.000 a 538,8 Milioni di anni fa
Si considera che l'età delle formazioni più antiche si aggiri intorno ai 2,5-3,0 miliardi di anni, e che il Proterozoico copra un periodo di circa 2 miliardi di anni; tuttavia di questo periodo si conosce ben poco. Il metamorfismo ha quasi totalmente sfigurato i terreni precambriani, e restano troppo pochi indizi di pieghe, di dislivelli e dell'esistenza di graniti intrusivi per interpretare i fenomeni accaduti a quei tempi. Anche se i terreni precambriani non hanno fossili, è evidente che, almeno in parte, sono esistiti esseri viventi, come testimoniano formazioni calcaree e carboniose, attribuibili unicamente all'attività degli organismi e al fatto che i primi esseri conosciuti (trilobiti), presentano un'organizzazione elevata. Si può affermare che l'apparizione della vita sulla Terra si è prodotta durante questa era.
Gli organismi unicellulari detti cianobatteri evolvendo, cominciano a sviluppare il processo biochimico detto fotosintesi, il quale produce energia e ossigeno dalla luce solare. Prima, in presenza di scarso ossigeno nell'atmosfera, molte forme di vita erano anaerobiche, (organismi che non respirano ossigeno). L'aumento progressivo di ossigeno nell'atmosfera farà diminuire gli organismi anaerobici, dando luogo alla prima estinzione di massa nota come catastrofe dell'ossigeno che porterà alla scomparsa di quasi tutte le forme vitali, tipiche del precedente eone Archeano. I cianobatteri sono dunque all'origine delle prime consistenti forme di vita, i fossili guida sono le stromatoliti. Si presentano come depositi di carbonato di calcio in forma di laminazioni di colore chiaro e scuro, derivate dalla precipitazione di carbonato indotta dall'attività batterica (lamine scure) e da sedimento fine di carbonato intrappolato dai tappeti batterico-algali (lamine chiare), [vedi figura]. Questi depositi costituiscono di fatto delle bio-costruzioni di dimensioni anche notevoli (decine di metri di spessore ed estensione da centinaia di metri a decine di chilometri).
I principali eventi geologici accaduti nel Mesoproterozoico furono la formazione del supercontinente Rodinia e la rottura del supercontinente Columbia. Le stromatoliti, raggiungono la massima diversificazione e si evolvono in organismi a riproduzione sessuale, probabilmente prima in organismi unicellulari, (Protisti e Fungi), poi in organismi pluricellulari semplici. Il Neoproterozoico è l'ultima delle tre Ere geologiche in cui è suddiviso il Proterozoico. I fossili dimostrano che gli organismi pluricellulari sono caratterizzati da un guscio calcareo le trilobiti e gli archeociatidi e alcuni degli animali primordiali, a guscio molle, sembrano essere possibili antenati degli animali attuali. In questa Era avvengono, probabilmente, complessi movimenti continentali che portano alla rottura dei supercontinenti Rodinia e Laurentia, ed iniziano le prime glaciazioni.